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Il Budda sono io

Titolo: Il Budda sono io Autore: Valter Giraudo Editore: Edizioni Miele Copertina e illustrazioni di Laura Montanari Prezzo: 6,50 tascabile 11×16 – 96 pag. Incontro con il Buddismo di Nichiren Daishonin …perchè una realtà non ci fu data e non c’è: dobbiamo costruircela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma continuamente e infinitamente mutabile… In questo breve e semplice libro, l’autore si rivolge soprattutto ai neofiti e a tutti quelli che sono incuriositi dal Buddismo e vi si avvicinano per la prima volta. L’intento è quello di trasmettere la forza per mantenere sempre viva in ognuno di noi la ‘speranza’, che è estremamente importante poiché aumenta la qualità della vita. La speranza ci fa vivere ogni istante della quotidianità con spirito fiducioso, cogliendo gli aspetti positivi di ciò che ci succede e maturando nel tempo la convinzione che la vita stessa non ci metterà mai di fronte a ostacoli che non siamo in grado di superare o di sofferenze che non possiamo trasformare. Valter Giraudo è nato a Torino nel 1962, dove attualmente vive e lavora. Collabora come giornalista indipendente con diversi periodici. E’ autore e coordinatore di alcuni siti e blog. Crea testi e vignette satiriche con lo pseudonimo di Valterinik. Per passione scrive racconti e romanzi, soprattutto noir.

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Book in pills

INDICE 1- Prefazione: breve storia del Buddismo 2- La speranza è veramente l?ultima a morire? 3- Cambiare prospettiva 4- L?incontro di discussione: il cuore del Buddismo del Daishonin 5- Il Daimoku 6- Il Gohonzon: l?oggetto di culto 7- I dieci mondi e il loro mutuo possesso 8- Destino o karma? 9- La compassione buddista 10- Per gli scettici: il punto di vista scientifico 11- La Soka Gakkai 12- Per concludere Vivi qui e ora: nel presente sono inclusi sia il passato che il futuro! 2 - La speranza è veramente l’ultima a morire? Mi sono riavvicinato al Buddismo del Daishonin durante quello che è stato per la mia vita il momento più buio che abbia mai vissuto. Probabilmente è così per tutti, o quasi. Solo quando siamo nella disperazione più profonda sentiamo l?esigenza di appoggiarci a qualcuno o qualcosa e approfondire quel lato più intimo e mistico che è in noi e che chiamiamo ‘fede’. Quando stiamo bene, crediamo che nulla possa toccarci o scalfirci, ci sentiamo potenti ed invincibili. Ed ecco qui l’errore più grande che si possa fare: essere così arroganti da credere che tutto sia immutevole, che nulla e nessuno potrà mai farti crollare da quel piedistallo su cui siamo appoggiati e che ci siamo costruiti con grande fatica. Io facevo parte di quella stragrande maggioranza: ero talmente arrogante da credermi ‘arrivato’, così illuso da credere fermamente di essere riuscito a costruirmi la certezza della stabilità e dell’immutabilità. Ma un bel giorno tutto il castello di carta crollò di colpo. Mi ritrovai improvvisamente a quarant’anni senza lavoro. E non solo: il titolare aveva creato il famoso ‘buco’ durante il periodo di chiusura estiva. Io rivestivo nell’azienda un ruolo di responsabilità che mi avrebbe portato di conseguenza ad affrontare una serie di indagini e processi penali per dimostrare la mia innocenza. Quel tracollo non finì li, ma fu l?espediente per la mia ex moglie di trovare il coraggio di lasciarmi. Il dolore fu amplificato dalla presenza di due bambini piccoli. Nonostante nella mia vita avessi sempre cercato, in modo superficiale, in lungo ed in largo una filosofia o un metodo per stare bene le avevo provate proprio di tutto: Reiki, Buddismo del Daishonin, Zen, varie religioni e vari tipi di Meditazione, ecc. ecc. ? in quel preciso momento mi trovai così sprofondato nel dolore e nella disperazione che persi assolutamente la speranza di poter ripartire e ribaltare la mia vita... E’ proprio nei momenti peggiori, quando il dolore ti attanaglia le viscere, quando il cuore lacrima sangue, che perdi la visione corretta della vita e quindi la speranza. In quel periodo il mio caro fratellone mi disse che forse potevo riprovare a praticare il Buddismo di Nichiren Daishonin... tanto non mi costava nulla e non avevo nulla da perdere... al massimo non succedeva nulla. «Valter, capisco che stai male, ma devi reagire e ribaltare la tua vita. Io grazie al Buddismo ho superato tante cose e ora sto bene. Fallo almeno per i tuoi figli...» - mi disse mio fratello maggiore una sera di gennaio. La frase ‘Fallo almeno per i tuoi figli’ fece scattare la famosa ‘molla’ che mi portò a decidere di provarci. «Va bene, tanto peggio di così...» - risposi io - «...spero solo di ritrovare la forza e la speranza per ricominciare...»

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