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EBook sì, eBook no

 

EBook: evoluzione della carta o un nuovo modo di leggere? Cambierà l’editoria come la conosciamo: rivoluzione o  cambiamento? Leggeremo i contenuti oppure resteremo ancorati all’oggetto? Acquisteremo il contenuto o la grafica di copertina? È un passo verso scelte più consapevoli? È un passo verso un nuovo tipo di conversazione con gli editori?

Potrà interessarvi “EBook: ovvero né E né Book”,Cory Doctorow, O’Reilly Emerging Technologies Conference 2004, Apogeo online: http://www.apogeonline.com/2006/libri/88-503-1039-0/ebook/pdf/8850310390.pdf.

Su quali prodotti in carta avrà impatto l’eBook (quotidiani, riviste, dizionari, guide, manuali, libri scolastici)? In che misura influisce l’impatto ambientale? L’eBook nella quotidianità e il libro cartaceo oggetto di prestigio? EBook: evoluzione di community e blog?

Intervento di Cristina Mussinelli (Consulente e responsabile nuove tecnologie Associazione Italiana Editori)

Il mercato americano degli eBook, come risulta dai dati presentati di recente da Book Industry Study Group a Editech 2009 (giornata internazionale di studio e di approfondimento organizzata da AIE, www.editech.info), rappresenta il 2% del mercato editoriale. Sul valore complessivo del mercato, pari a 40 miliardi di dollari (fatturato al netto degli sconti), l’eBook vale 793 milioni. Il valore comprende tutti i segmenti (editoria professionale, varia, saggistica, settore educativo) e riguarda tutte le tipologie di libri digitali (non solo quelli leggibili sui nuovi devices). Per avere un dato di confronto il mercato degli audiolibri raggiunge il miliardo di dollari, pari al 2,5%.

Se invece si presta attenzione solo al mercato della saggistica i dati dell’International Digital Publishing Forum ci parlano di 114 milioni di dollari, si tratta ancora di un mercato “piccolo” ma con elevati tassi di crescita (+68,4% nel 2008). Se prendiamo in considerazione il mercato italiano i dati risultano notevolmente ridotti: secondo le stime dell’Ufficio Studi dell’AIE il mercato degli eBook e quello degli audiolibri hanno un peso inferiore allo 0,03% del mercato complessivo. In Italia infatti non sono ancora presenti i principali attori, Amazon e Sony, di conseguenza anche i titoli disponibili in italiano sono ancora pochi, si tratta soprattutto di opere destinate al mercato professionale.

Possiamo considerarlo un mercato agli inizi per cui è ancora difficile fare previsioni di sviluppo, ricordiamo che le previsioni ottimistiche del 2001 sono state poi smentite. Un dato interessante fornito da Amazon è che chi ha acquistato il Kindle continua ad acquistare libri tradizionali aggiungendo a questi anche gli eBook. Molti fattori rendono le condizioni di mercato diverse rispetto al 2001: l’evoluzione tecnologica, le novità nella telefonia mobile (iPhone), i comportamenti dei consumatori (specialmente dei cosiddetti digital nativi, abituati a leggere a video e a consumare contenuti digitali). Uno degli elementi più interessanti da monitorare sarà lo sviluppo degli standard e la reale penetrazione di mercato dei devices (mini PC, eReader, soluzioni mobile).

I segmenti di mercato potenzialmente più interessati potranno essere l’editoria universitaria e professionale (peraltro maggiormente evolute nel settore digitale), la narrativa e la saggistica, l’editoria educativa. Per ognuno dei diversi segmenti le problematiche e le prospettive sono molto diverse: per l’editoria educativa è fondamentale la possibilità di disporre del colore e gestire layout grafici complessi e strutture editoriali articolate; per quanto riguarda poi questo specifico settore, contrariamente a quanto spesso evidenziato dai media, la legge relativa non parla di eBook/eReader, ma di libri scaricabili da Internet che dovranno essere offerti per tutte le discipline entro l’anno scolastico 2011-2012. Lo stesso decreto attuativo, datato 8 aprile, non parla di eBook/eReader, quanto ai testi scaricabili manifesta perplessità per i testi della scuola primaria.

Nel decreto le caratteristiche tecnologiche e la tipologia dei testi misti (cartaceo + on/offline) sono definite “in fieri” perché nel periodo di transizione andranno sperimentate le forme più efficaci di una produzione i cui effetti sullo studio, sulla didattica e sul mercato sono ancora da verificare.

Gli editori sin da quest’anno hanno cominciato a presentare ai docenti proposte di libro misto, con materiali a integrazione e supporto del materiale cartaceo, talvolta differenziando anche la proposta commerciale. Il tema di fondo quindi non è tanto se proporre o meno degli eBook, bensì considerare che l’eBook presuppone una didattica completamente diversa da quella attualmente in atto e richiede quindi modalità di insegnamento e di apprendimento per le quali è necessario sviluppare e formare specifiche competenze.

Intervento di Renato Salvetti (Amministratore Delegato, Messaggerie Shop)

Si arriverà presto alla consapevolezza di cosa è l’oggetto e di cosa è il contenuto. L’utilizzo dell’eBook sarà complementare al libro stampato: non credo ci saranno fruitori esclusivi di un supporto informativo ma a seconda della tipologia di pubblicazione e del momento della fruizione il lettore utilizzerà sia l’eBook sia il prodotto in carta. La tipologia della pubblicazione/contenuto influenzerà la propensione alla modalità di fruizione: tanto più il prodotto è “prezioso” nella versione cartacea, tanto meno sarà fruito in formato elettronico. Il prodotto meno prezioso è quello che ha contenuti che devono essere aggiornati o che comunque perdono interesse nel tempo (quotidiani, instant book, guide turistiche) oppure i prodotti “usa e getta” (romanzi rosa, libri che normalmente escono in edizioni economiche).

Intervento di Luigi Passerino (Direttore Commerciale, Simplicissimus Book Farm)

EBook sì! Nel lungo periodo rappresenta l’evoluzione della carta, sostituirà riviste e quotidiani e cambierà la filiera editoriale.

Intervento di Antonio Tombolini (Founder, Simplicissimus Book Farm)

Questa non è un’altra falsa partenza, siamo veramente di fronte all’evoluzione della carta. La tecnologia E-Ink sta “culturalmente” trasformando l’approccio alla visualizzazione digitale, ponendosi proprio in continuità con la carta stampata, e riprendendone i principi, non solo “metaforicamente” ma anche fisicamente e chimicamente: l’inchiostro è un vero inchiostro, e la stampa con E-Ink simula quella con le stampanti a getto d’inchiostro, quello che cambia è la “carta”, che diventa “immateriale”. È la carta che, quindi, verrà progressivamente sostituita, soprattutto quella di qualità più bassa e tutta quella destinata a un consumo temporaneo (basti pensare a tutti i documenti burocratici, aziendali, professionali). In molti Paesi l’innovazione è un valore, in Italia è il trend che può portare all’innovazione: il valore-guida è “la moda”, se una cosa diventa “di moda”, allora diviene molla anche per l’innovazione. Trovo sicuramente interessanti i progetti legati ai prodotti scolastici per i quali credo però che dovremo aspettare ancora un paio d’anni.

Intervento di Pasquale Diaferia (Creative Chairman, Special Team e Special Team USA / Docente di Teorie e Tecniche delle Comunicazioni di Massa, Università dell’Insubria di Varese)

EBook sì. Il mercato convergerà nell’eBook e i tentativi di ingessare l’editoria, soprattutto quella italica, non avranno i risultati attesi. Nel digitale l’innovazione è irresistibile, il progresso inevitabile, la resistenza futile. Non c’è crisi economica, reale o percepita, che possa frenare una tendenza globale.

Intervento di Virginio Sala (Docente di Editoria Multimediale / Consulente)

Il libro classico è stato per molti secoli (prima manoscritto, poi stampato) un veicolo eccellente e lo è ancora, ma non è mai stato l’unico. C’è sempre stato l’insegnamento orale per la trasmissione di conoscenza, ci sono sempre stati la musica, il teatro e varie forme di intrattenimento anche se da molto tempo lo carichiamo di un valore molto forte.

La situazione oggi è molto complessa e per certi versi entusiasmante. Abbiamo a disposizione molti più mezzi per conoscere, informarci e occupare il tempo libero: radio, cinema, televisione, cd, dvd, mezzi digitali di ogni genere e, ovviamente, la Rete. Possiamo affrontare le cose in modo diverso: possiamo pensare a che cosa dobbiamo comunicare e a chi, e scegliere lo strumento o il mix di strumenti più adatto. Questo può significare sia declinare lo stesso “contenuto” su piattaforme o mezzi di comunicazione diversi, sia formulare strategie più complesse, che comportano l’articolazione di un “contenuto” su piattaforme e mezzi diversi (parti diverse su mezzi diversi), pensando a forme di fruizione differenti ma complementari.

Certo, ogni volta che nel sistema dei media entra qualcosa di nuovo, tutto il sistema deve assestarsi: in genere gli strumenti precedenti non scompaiono, ma si assiste a una ridistribuzione e ciascuno va a soddisfare esigenze e pubblici diversi. Inizialmente c’è spesso una fase in cui il nuovo strumento va a sovrapporsi a qualcos’altro (quella che è stata chiamata “rimediazione”), ma poi ciascuno, come dire, identifica meglio la propria personalità e trova una sua posizione specifica. Ogni tanto succede anche che qualche dispositivo ne elimini totalmente un altro (è ormai praticamente avvenuto per il dvd nei confronti della videocassetta), anche se poi ci sono fenomeni curiosi come la ricomparsa del vinile (quasi “di culto”, oggetto prezioso) dopo essere stato soppiantato dal cd e dopo che il cd è ormai stato quasi soppiantato da mp3 e file digitali.

Nel panorama dei media, per il momento, l’eBook non sembra ancora aver trovato la sua posizione. Credo dipenda soprattutto dal fatto che non ci sono esempi di successo di prodotti specifici (non intendo i dispositivi, ma i “contenuti” – chiamiamoli così, in mancanza di definizioni migliori). Finché l’eBook sarà solo un duplicato del libro di carta, con differenze inessenziali, il suo successo può dipendere solo da un mutamento degli atteggiamenti degli utenti, degli editori e degli autori, determinato da fattori di comodità, di vantaggio economico o eventualmente di “moda”. Forse cambierebbe molto se qualcuno realizzasse un eBook del tutto originale, molto bello e molto convincente, che aprisse la strada a una nuova generazione di “prodotti culturali” che perderebbero moltissimo se tradotti semplicemente su carta. Dovrebbe trattarsi di una sorta di innovazione radicale. In questo senso, l’eBook (qualunque cosa sia o diventi esattamente) è uno strumento in più, che arricchisce il panorama e aumenta le possibilità a disposizione.

Il libro è espressione di una forma di conoscenza e si presta molto bene alla trasmissione di conoscenze relativamente stabili. Oggi di “stabile” c’è ben poco e in molti settori è più facile ormai fare ricorso alla Rete. Anche noi che ci siamo formati sui libri, facciamo spesso ricorso a Internet, per molti tipi di informazioni, in particolare in tutti i campi dove “le cose si muovono in fretta”.

In tutti i settori in cui l’interesse non è di tipo economico o comunque il vantaggio economico non sta nella vendita degli oggetti cartacei, la migrazione verso il digitale è quasi totale: poche riviste scientifiche sono rimaste solo cartacee, molte in compenso hanno abbandonato del tutto la carta; molte sono almeno disponibili nella doppia versione. Per chi fa ricerca, è più importante diffondere rapidamente e al maggior numero di persone i propri risultati. I ricercatori non sono mai stati pagati dalle riviste per gli articoli pubblicati.

Intervento di Luigi M. Reale (Insegnante / Autore di Italianisticaonline.it)

Il testo elettronico, in quanto tale, ha già da tempo determinato diverse modalità di scrittura e lettura; il libro elettronico, così come è stato prodotto finora (con l’assoluta prevalenza dello standard PDF), rappresenta quasi un arretramento rispetto ai modelli ipertestuali elaborati grazie alla tecnologia Web, risultando piuttosto un surrogato del libro cartaceo. L’adozione dello standard ePub comporterà una netta maturazione e affermazione del libro elettronico come contenuto multipiattaforma (vedi intervento di Virginio Sala), che a mio avviso è un aspetto fondamentale. Si dovrà poi modificare l’architettura tradizionale del libro, svincolandosi dai canoni classici, rompendo gli schemi. Ritengo d’altronde che l’eBook non sia certo una rivoluzione ma un cambiamento di lungo periodo all’interno della rivoluzione già avvenuta, ovvero la transizione al digitale.

Il libro elettronico (fruito anche mediante dispositivi portatili) sarà più adatto a veicolare, magari in accesso aperto, contenuti altamente specialistici (saggistica accademica, manualistica tecnica, repertori, banche dati ecc.), oppure a costo minimo, di veloce fruizione e rapido aggiornamento (quotidiani, riviste, guide turistiche, corsi di lingue, opere di consultazione ecc.). Viceversa, il libro tradizionale sarà destinato sempre più a confezioni tipografiche di prestigio o, al contrario di quanto si possa facilmente immaginare, a edizioni supereconomiche distribuite nelle edicole e nei supermercati. Sono convinto che entrambi (pBook ed eBook) proseguiranno insieme e che il libro a stampa continuerà ad avere successo e mercato, anche come oggetto di culto. La questione dell’impatto ambientale mi sembra, da sempre, notevolmente complicata e controversa: dovremo studiare e capire quanto veramente la tiratura di un libro sia più gravosa per l’ambiente e la salute umana della saturazione di banda determinata dai contenuti digitali, posto che per eBook non dobbiamo intendere soltanto l’equivalente PDF del libro a stampa, ma produzioni multimediali e ipermediali. Che impatto ha sull’ambiente visionare, caricare e scaricare dalla Rete, archiviare e gestire file di questo tipo? Anche questo ritengo sia un dettaglio non irrilevante.

Intervento di Michele Pinto (Presidente, Edizioni Vivere)

Credo che il compito dell’editore sia quello di mettere ordine nel caos dell’informazione e della produzione artistica.

Ad esempio, Edizioni Vivere si assume il compito di ascoltare i nuovi mp3 che i musicisti rendono disponibili in Rete, ne sceglie uno alla settimana proponendolo agli abbonati che possono così usufruire di un servizio gratuito che permette un risparmio di tempo oltre alla garanzia sulla qualità. Lo stesso può succedere coi racconti, coi romanzi, con le informazioni. Non credo che l’eBook in quanto tale abbia futuro ma si integrerà con il resto della tecnologia. Lo ritengo un nuovo modo di leggere che si affiancherà a riviste, quotidiani e libri. Una bella rivoluzione. Il problema non è se, ma quando.

Intervento di Andrea Fattori (Responsabile Esecutivo, Gruppo Orange)

Gli italiani non sono tecnofobici, lo dimostra la diffusione dei cellulari superiore a quella di qualsiasi altro Paese, tranne il Giappone. Piuttosto, siamo abbastanza suscettibili alle mode: per adesso non esiste una “moda eBook”, ma se dovesse prendere piede il fenomeno potrebbe diffondersi rapidamente. Affinché accada è però necessario che grandi realtà editoriali decidano di investire in questo settore, come è accaduto in America con Amazon.

Interventi di Marco Guastavigna (Insegnante IIS Beccari, Torino / Formatore) e Marina Boscaino (Insegnante Liceo Plauto, Roma / Pubblicista)

Di quale tipo di lettore stiamo parlando? Le fruizioni di “libro-di-carta” e di “eBook” non sono alternative, dal momento che un’opzione non elimina l’altra e rimane praticabile la possibilità di leggere il libro tradizionale. La consapevolezza è che le pubblicazioni digitali, comprendenti oltre agli eBook anche tutti i contenuti Internet, dovrebbero non sostituire, ma affiancare quelle cartacee, in alcune condizioni e situazioni. Non si tratta dunque di individuare differenti paradigmi di lettura e fruizione culturale ma viceversa di favorire la consapevole scelta sinergica tra un “vecchio” (che vecchio non è) e un “nuovo” (che nuovo non è del tutto). L’e-lector è un lettore evoluto, che crede nella profonda democraticità dell’integrazione dei due modelli determinata dall’assenza di rinuncia all’uno o all’altro. È anche un lettore particolarmente competente, con piena coscienza e controllo delle proprie esigenze di crescita culturale e delle proprie abitudini di lettura, sul piano cognitivo ed ergonomico. È un lettore in grado di valutare l’effettiva funzionalità dell’uso ora dell’uno ora dell’altro oggetto in particolari momenti e in determinate occasioni. È capace di valutare, contestualmente all’ambito in cui si trova e ha necessità di muoversi, le potenzialità dei due oggetti di lettura, di comprendere e tesaurizzare il valore intrinseco di tradizione/traduzione del libro in carta, la sua dimensione etica, il valore incorporato nel possesso di esso e tutte le caratteristiche che abbiamo sopra segnalate e contemporaneamente ottimizzare la flessibilità, l’interattività, la dinamicità e le infinite potenzialità dell’eBook. Senza pre-giudizi, in un senso o nell’altro, senza preclusioni culturali, senza nostalgici arroccamenti o futuristiche preferenze, senza una dimensione necessariamente conservatrice o un’opzione fideisticamente modernistica. L’e-lector è un lettore che ha già letto molto, a cui leggere piace, sa che la lettura è un’operazione interpretativa e critica, si è reso conto che è utile e necessaria, ha imparato che non tutto si legge allo stesso modo e con gli stessi obiettivi e risultati. È, insomma, un lettore consolidato, adeguato sul piano culturale, cognitivo, ergonomico alla società della conoscenza globalizzata, che gli dà maggiori opportunità e gli chiede competenze più complesse. Non si contrappone, dunque, al lector ma ne costituisce il completamento senza soluzione di continuità. Al centro del processo di innovazione e di adattamento non vi sono oggetti elettronici o cartacei, ma consapevolezza, intenzioni e capacità di scelta del lettore, dei diversi lettori. L’e-lector, nella dimensione che stiamo immaginando, con le caratteristiche imprescindibili che gli stiamo attribuendo, non significa lettore elettronico. Una simile ipotesi confermerebbe il senso di una tendenziale e caratteristica divaricazione tra sostenitori della modernità e sostenitori della tradizione che noi rifiutiamo. Poiché in questa matrice riconosciamo una serie di equivoci, da un punto di vista e dall’altro, che hanno contaminato negativamente i processi culturali, soprattutto negli ultimi decenni. E-lector significa, secondo noi, lettore evoluto: l’unico in grado di interpretare in maniera adeguata e corretta la sfida, che non significa rinuncia, alternabilità o sostituzione, dell’accostamento dell’eBook al libro tradizionale.

Intervento di Luciano Simonelli (Founder, Simonelli Editore – eBooksItalia)

Come sostengo da tempo, considero il libro elettronico non un sostituto del libro tradizionale su carta ma un’alternativa modalità di lettura. L’eBook, nonostante una certa riluttanza da parte degli editori italiani, propria del nostro amato Paese che in queste occasioni mostra la parte più conservatrice e meno innovativa di sé, è una prospettiva editoriale inevitabile: è la soluzione per libri di testo e universitari con un significativo abbattimento dei costi, è la soluzione per una gestione ecosostenibile del consumo della carta, è una modalità di pubblicazione che può portare l’editoria italiana nel mercato globale, è un’altra editoria, attualmente al primo step.

Intervento di Eleonora Pantò (Referente e-participation progetti speciali, CSP)

Non credo che i tempi siano maturi per una sostituzione della carta, non credo sia auspicabile, né credo capiterà in tempi brevi. Sappiamo che le nuove tecnologie si affiancano alle precedenti, come nel caso della radio, della TV e del cinema e, soprattutto, si ibridano tra loro. Addirittura assistiamo a fenomeni di ritorno, come la pubblicazione su dischi in vinile o la Lomografia (www.it.wikipedia.org/wiki/Lomografia ), basata sull’utilizzo di macchine fotografiche con pellicola.

Intervento di Emanuele Zippilli (Co-founder, BooKerang)

L’argomento è molto complesso, ma in estrema sintesi il mio pensiero a riguardo è sulle posizioni recentemente espresse anche da Umberto Eco: “Non sperate di liberarvi dei libri”. Il libro conserverà sempre le proprie specificità espressive alfabetiche distinte da quelle più “tattili”, e in gran parte ancora inesplorate, dei nuovi supporti digitali quali blog o eBook. Il libro stampato su carta resterà sempre un punto d’osservazione privilegiato sul mondo, un luogo “sicuro” dal quale analizzare, organizzare, giudicare. La storia ci insegna che l’evoluzione tecnologica dei media avviene per accumulo degli strumenti di comunicazione e raramente per sostituzione. Poi, con l’uso, ogni strumento si specializza nel veicolare messaggi propri, connaturati con l’essenza tecnica del media stesso. Il mezzo è il messaggio, sosteneva McLuhan, e credo che ciò valga anche per l’eBook, oggi pensato e usato come un “superlibro”, ma in realtà strumento sostanzialmente diverso da un volume stampato. Le riflessioni programmatiche sull’eBook sono allo stadio di “manifesto” (www.box.net/shared/0yyxvc6438), ma dai manifesti agli effetti visibili sulla realtà sociale, di solito, trascorrono anni e spesso con esiti imprevedibili. In un prossimo futuro l’eBook sarà utile a veicolare messaggi propri, in parte ancora da decifrare, ma comunque sostanzialmente diversi da quelli riproducibili su carta. Dunque niente paura per il libro tradizionale che, a giudicare dal proliferare dei book social network, continua a godere di ottima salute e, allo stesso tempo, ben vengano gli eBook carichi di nuove possibilità espressive. In conclusione credo di poter affermare che il libro, così come lo conosciamo, è il media del futuro. D’altra parte, qualche timore per noi bibliofili è inevitabile se agli albori della fotografia persino i pittori si sentirono minacciati dalla nuova possibilità di dipingere con la luce.

Intervento di Enrico Lanfranchi (Responsabile delle Redazioni lessicografiche, Zanichelli)

Non credo che si giungerà mai alla sostituzione dell’oggetto libro così come lo conosciamo adesso, credo invece che a esso si affiancheranno nuovi sistemi di fruizione del testo legati a specifiche esigenze: un buon libro in poltrona, una raccolta di eBook per chi viaggia e avrebbe difficoltà a trasportare la propria biblioteca o a reperire il libro che sempre più soffre dei problemi distributivi ben noti. Sin dal 2001 abbiamo avviato la produzione di eBook nel settore dizionari e opere di consultazione con la pubblicazione di molti titoli della Letteratura Italiana Zanichelli su Microsoft Reader. Esperienza precoce ma interessante, che ci ha permesso di proseguire nelle sperimentazioni e giungere, a breve, alla pubblicazione di oltre 600 eBook della Biblioteca Italiana Zanichelli in formato Adobe Acrobat con DRM (distribuzione Casalini Libri): sono opere di alto valore scientifico, curate dal professor Pasquale Stoppelli, richieste da dipartimenti di italianistica di tutto il mondo per lo studio della nostra lingua e cultura letteraria. Grazie all’eBook riusciamo a raggiungere studiosi in tutto il mondo che apprezzano la qualità e la cura filologica dei testi (nulla a che vedere con ciò che normalmente è messo a disposizione sul Web). Come settore dizionari siamo poi coinvolti nella produzione di software scaricabili su diverse piattaforme e in sistemi di consultazione online (anche in questo caso l’affiancamento all’oggetto cartaceo di nuovi supporti è un processo in atto da decenni, dapprima con i cd rom e ora anche con online e sistemi per cellulari): per l’italiano a giorni pubblicheremo sul sito www.dizionari.zanichelli.it lo Zingarelli 2010 e per l’inglese il Ragazzini 2010. E, credo per la prima volta in Italia, pubblicheremo un dizionario di informatica con licenza annuale online. Un nuovo connubio fra carta ed elettronica. Ampio l’attuale dibattito degli eBook per la scuola che potrebbe portare importanti cambiamenti.

Intervento di Michele Marziani (Scrittore)

Ci sono cose che per me sono utili e belle di carta (non dimentichiamo che un libro o una rivista sono anche un oggetto, un contenitore, non solo un contenuto) e altre per le quali la carta non serve: i sempre più brutti e ingombranti testi scolastici, le raccolte di leggi, i manuali tecnici. Non credo sia l’evoluzione della carta, penso sia invece un modo diverso di leggere, consultare (e trasportare) una grande quantità di testi e di informazioni. Insisto, per essere chiaro: non leggerei mai un buon libro su un eBook, ma ci farei volentieri studiare i miei figli alleggerendo la loro cartella.

Il quotidiano può trovare spazio nell’eBook, ma spero di passare tutta la vita potendo ancora andare in edicola ad acquistare un quotidiano di carta. È una questione affettiva, la stessa per cui preferisco i fazzoletti e i tovaglioli di stoffa. Al momento mi sembra uno strumento un pò troppo impegnativo per sostituire l’iPod e un pò troppo povero per fare le veci di un laptop. Da autore, da scrittore, noto che nessuno investe sui contenuti per gli eReader. Io fortunatamente posso permettermi di vivere dei miei libri, dei diritti e degli anticipi che mi permettono di lavorare. Se ho una buona idea per un libro vado da un editore, gliene parlo, faccio un contratto, ricevo l’anticipo e la realizzo. Se ho una buona idea per un libro elettronico cosa faccio? Editori elettronici con la forza degli editori classici non ce ne sono. Potrei fare l’editore di me stesso, ma dovrei prima di tutto investire finché non finisco il lavoro e in secondo luogo occuparmi di vendere togliendomi la possibilità di impegnarmi in quello che so e amo fare. È una provocazione, ovviamente, però la vecchia editoria permette sicurezze che quella nuova non può ancora offrire.

Intervento di Alessandro Cecconi (Instructional Designer)

Credo che l’eBook non sostituirà la carta per molti anni ancora, almeno fino a quando la tecnologia della “carta elettronica” non sarà sufficientemente matura. Piuttosto si può pensare a un affiancamento per alcune tipologie di prodotti editoriali. Sicuramente la reference (dizionari, libri di testo, enciclopedie ecc.) si presta molto a essere prodotta e distribuita come eBook perché può sfruttarne le potenzialità multimediali e ipertestuali, con netti vantaggi rispetto alla carta anche sul fronte dell’aggiornamento dei contenuti. Quando una sostituzione della carta effettivamente avverrà, riguarderà in primo luogo queste tipologie di contenuti editoriali. Il libro cartaceo, nella sua forma attuale, è il nostro modello privilegiato di rappresentazione della conoscenza, in cui il contenuto e il supporto fisico coincidono: dunque comprando un libro entriamo in possesso di un oggetto.

L’eBook, al contrario, determina per sua natura una separazione tra supporto fisico di visualizzazione (ePaper, pc, iPhone ecc.) e il contenuto vero e proprio, ovvero un “immateriale” file digitale. L’ambiguità del termine “libro”, che indica sia l’oggetto sia il contenuto, è stata comunque ereditata dalla parola “eBook”. Questo termine, infatti, viene spesso utilizzato non soltanto per indicare i libri elettronici, ma anche l’hardware dedicato per esso concepito, ovvero l’eReader. Personalmente, quindi, tendo a identificare l’eBook con il testo digitale vero e proprio (il file), dal momento che questo è ciò che leggiamo e scriviamo, pur necessitando di una tecnologia fisica per fruirlo e per concedergli piena cittadinanza nel nostro immaginario.

In ogni caso, l’eBook (inteso come file digitale) pur non tradendo la “cultura del libro“, si discosta notevolmente da un bene come il libro cartaceo rispetto alla sua auto-consistenza. Acquistando un eBook si entra in possesso di un contenuto, con la necessità di un’interfaccia fisica di lettura. Si potrebbe pensare a un processo molto simile all’acquisto di musica digitale in formato mp3; anche in questo caso, si tratta di un file, ovvero di un bene non auto-consistente. Ma c’è una differenza sostanziale tra l’ascolto della musica e la lettura di un libro: noi tutti siamo da sempre abituati a fruire musica tramite una tecnologia fisica svincolata dal contenuto, che acquistiamo separatamente come mp3, ma anche come cd, e prima ancora come cassetta e come vinile. Tutti oggetti, siano essi materiali o immateriali, che per essere fruiti necessitano di un altro oggetto che li riproduca. Per i libri, ovviamente, quest’abitudine non esiste, mentre l’eBook introduce il concetto di “lettore di libri”, inteso come hardware. Soltanto l’evoluzione degli eReader (in termini di maneggevolezza, flessibilità, peso ecc.) potrà renderli “trasparenti” ai nostri occhi, facilitando l’accettazione dell’eBook presso un pubblico realmente vasto.

Intervento di Daniele Barca (Docente / Ricercatore sulle tecnologie per la didattica)

Posso dire, in base all’esperienza in ambito didattico, che spesso la chiave di lettura dell’eBook sia l’economicità, mentre quella dell’eReader sia, per il momento, l’antieconomicità. Questo è attualmente il vincolo per eccellenza. L’altro aspetto determinante, sempre in ambito scolastico, è considerare attentamente il significato della forma-libro nella sua evoluzione per come si presenta oggi. Un paradosso: anni ‘50, il compendio di I liceo classico di Natalino Sapegno (che era Sapegno), 300 pagine; anni ‘70, stesso anno di corso, manuale di Pazzaglia, il doppio; 2009, un qualsiasi manuale di letteratura, a parità di classe, è composto da due volumi delle dimensioni del Pazzaglia. Eppure le percentuali di lettori non crescono. Neanche a dire che è colpa della scuola digitale che, per molti versi, ancora non c’è. Il libro di testo è scritto per i docenti e supplisce molteplici funzioni. Perciò, partendo dai libri di testo, per come sono concepiti oggi, è necessario chiedersi: che cosa deve essere tradotto in formato multimediale e ipermediale? Che cosa conservato in cartaceo? Ciò che resta testo deve essere anch’esso diffuso in digitale? Queste scelte possono cambiare secondo gli ordini di studio (pensiamo al sussidiario che è libro di lettura, ma anche manuale di riferimento, o al diverso impiego dei manuali delle secondarie)? E ancora, come fruirne: scaricandoli sul pc?Scaricandoli su eReader?

In Rete sono già presenti moltissimi testi digitali e queste soluzioni sono ancora tutte possibili. Provo a dare una risposta partendo sempre dall’esperienza. I libri dei bienni tecnici e professionali contengono mappe, schemi, immagini, disegni, foto, verifiche e, per un’immediatezza comunicativa, hanno testi che si racchiudono spesso in colonne che per spazio vengono surclassate dal resto. Perché non ipotizzare che tutto ciò che è immagine o digitale possa essere costruito, utilizzato o reperito su Internet (secondo la dimensione “orizzontale” che l’orientamento nel Web quasi impone salvo poi utilizzare il testo scritto, nato nella forma libro ottocentesca, lo ricordiamo, per la lettura personale e, quindi, la riflessione) per affondare in verticale nella profondità della riflessione? Certo, qualcuno potrebbe obiettare che anche il testo potrebbe essere digitale. Vero, ma la lettura a video non è ancora paragonabile alla lettura classica, oltre al fatto che il libro classico ha ancora due punti a favore: la maneggevolezza e l’impossibilità di scaricarsi.

Intervento di Fabio Brivio (Editor di informatica, Apogeo Editore)

Il contenuto è un ingrediente di qualsiasi veicolo di informazione non solo degli eBook: un libro può essere finemente rilegato ma se il contenuto è scarso questo viene valutato in modo indipendente.

Parlare di successo degli eBook in Italia è prematuro: la possibilità di leggere anteprime di testi è garantita in qualsiasi libreria e il prezzo degli eReader è ancora troppo alto. L’eBook e l’editoria digitale, in senso esteso, sono sicuramente il futuro, ma quale futuro? Fare previsioni oggi è rischioso, senza contare che il mercato editoriale ha 500 anni di storia e tradizioni, difficili da superare. Queste tradizioni sono da considerare quando si prevede una rivoluzione del business editoriale analoga a quanto accaduto per la musica (per esempio: iTunes).

In tutto questo c’è poi da chiedersi che ruolo avrà l’iPhone: con il successo di questo dispositivo (incredibile dato il costo elevato) e con il suo esplosivo mercato di applicazioni (tra i quali Stanza), c’è da chiedersi se il futuro dell’eBook non passi proprio da qualcosa di simile.

Interventi di Gianluca Abbiati (Web Designer & Developer, BabitaMedia.it / piattaforma B2Corporate) e Luca Vanzulli (Controller, settore Real Estate / contenuti B2Corporate)

Non crediamo che l’eBook sostituirà la carta stampata, crediamo che i due prodotti si affiancheranno: l’odore della stampa e la lettura del buon libro sotto l’ombrellone sono insostituibili, il libro in carta rimarrà vincente per la facilità di lettura e l’affaticamento visivo inferiore. Per ciò che riguarda il prodotto eBook sembra che la strada migliore per la sua evoluzione sia in direzione Web 2.0 insieme al concetto di condivisione delle informazioni: l’eBook è, infatti, senza dubbio interessante per la dinamicità dei testi, tracks di news e approfondimenti che si possono facilmente garantire. Quello che al momento manca è un supporto elettronico economico per la lettura, con funzioni che amplino il concetto di libro classico. Riteniamo tuttavia che l’evoluzione della tecnologia non tarderà ad arrivare portando un miglioramento in termini di qualità/prezzo. L’aspetto che più apprezziamo del libro digitale è la possibilità per tutti di mettersi in gioco scrivendo e verificando il proprio talento. Il digitale, inteso in termini generali, rende infatti possibile la raccolta di pareri e informazioni che sono indubbiamente un valore aggiunto in termini di condivisione ma anche per la possibilità che generano, in modo spontaneo, di realizzare nuovi progetti a costi limitati grazie anche al contributo gratuito degli utenti. Resta da capire che fetta di mercato riusciranno a conquistare gli eBook nel medio termine, se sparirà il vecchio testo scolastico, se comincerà presto l’era del print on demand e se continuerà a essere forte la filosofia di Internet come informazione gratuita per tutti.

Intervento di Eva Ferrari (Neolaureata in Lingue e Letterature straniere)

Sfatiamo il mito che gli eBook uccideranno i libri in carta, ci sono molti studi che dimostrano il contrario. A sostegno di ciò c’è anche la mia esperienza personale: ho da poco finito di ascoltare l’audiobook “Pride and prejudice” di Jane Austen e ho sentito il bisogno di possedere il libro cartaceo semplicemente per poterci attaccare dei post-it per trovare meglio la lettera di Mr. Darcy e per poterlo ammirare nella mia libreria. Se un libro è veramente meritevole nulla ci vieta di comprare entrambe le versioni. Gli unici limiti sono la disponibilità finanziaria e la qualità dei libri che ci circondano.

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I vantaggi della combinazione audiobook + libro/eBook emergono al massimo nell’uso didattico. Nell’apprendimento di una lingua straniera, infatti, è particolarmente prezioso poter leggere le parole che vengono articolate da un madrelingua, in questo modo si hanno più possibilità di memorizzare le parole nuove, si impara più facilmente l’intonazione e, se si è principianti, si assimila più rapidamente la pronuncia di parole difficili, dittonghi strani o lettere non presenti nel proprio alfabeto (conoscete tutti la “å” svedese?). Parlare con la corretta prosodia non è così semplice, questa combinazione aiuta molto a carpire il ritmo giusto. La lingua è anche questione di orecchio: più lo alleniamo e più saremo facilitati, visto che raramente prima di parlare in lingua straniera abbiamo il tempo per formulare la frase e pensare a come dirla, a meno che non vogliamo fare addormentare l’interlocutore.

Intervento di Claudio Carini (Founder, Recitar Leggendo Audiolibri / Attore)

Potremmo definire l’audiolibro, prodotto di cui mi occupo, un nuovo metodo di fruizione della letteratura e in questo non lo trovo troppo dissimile dall’argomento eBook. Nell’ambito audiolibri, se l’attore deve mutare approccio al testo per registrarlo, altrettanto nuovo e diverso deve essere l’approccio di chi si avvicina per la prima volta a questo mondo in veste di ascoltatore. In altre parole, se è vero che bisogna creare una “scuola” di attori in grado di riconvertire tutte le loro conoscenze tecniche per la recitazione al microfono, è anche vero che bisogna creare ex novo un pubblico per gli audiolibri, che venga educato gradualmente all’ascolto, che possa divenire un “consumatore” cosciente e preparato di letteratura interpretata ad alta voce. Non si giudicherà troppo azzardata questa visione del problema, se si pensa al fatto che solo fino a pochissimi anni fa nel nostro Paese l’audiolibro era un oggetto praticamente sconosciuto. La strada per raggiungere questo obiettivo, a mio avviso, non sta tanto nel produrre selvaggiamente questo nuovo oggetto di “consumo letterario”, è anzi quella, lunga e faticosa, di riuscire a impegnare il mondo della scuola innanzitutto, e poi le famiglie, le biblioteche, insomma tutto il mondo che ruota intorno all’universo letterario, in una profonda rieducazione di tutti noi a una dimensione dell’ascolto che abbiamo perduto, perdita dovuta a una cultura dell’immagine molto presente. Trovo la lettura un bisogno indipendente dal mezzo di fruizione: i lettori non tendono a moltiplicarsi con la sostituzione dello strumento, chi legge continuerà a farlo indipendentemente dal mezzo. La piacevolezza della lettura invece potrebbe incidere sul numero di lettori ed è forse questa la vera sfida che dovremo affrontare. La domanda è quindi: sapremo, editori, attori, lettori, ascoltatori, raccogliere e vincere questa prova?

Intervento di Mario Rotta (Formatore e Responsabile e-learning, EForm / Collaboratore Garamond)

Un libro elettronico ha degli indubbi vantaggi nei confronti di un testo a stampa: non può essere rubato o smarrito; qualunque modifica sia possibile compiere su di esso, ne rimarrà sempre una copia originale in una banca dati, in una biblioteca elettronica; non può essere danneggiato irreparabilmente (asportazione di pagine, cancellazione di testo, danni vari dovuti all’usura, ai parassiti, ad agenti esterni). Gli svantaggi sono di tipo oggettivo: l’indubbia difficoltà nel leggere il testo, la facilità con cui la concentrazione viene dispersa ogni volta che si perde il segno, la riga che si sta leggendo, nei tentativi di ritrovarla. Sul fatto che l’eBook rappresenti una vera e propria rivoluzione, paragonabile al passaggio dal rotolo di papiro al codice medievale o all’invenzione della stampa non sembra che ormai sussistano dei dubbi. Penso di poter affermare anche che l’eBook è ormai parte integrante del modo in cui oggi si costruisce, pubblica e dissemina conoscenza. Quanto occorrerà perché non si faccia più distinzione tra libro ed eBook e con la parola “libro” si intenda sia quello cartaceo che quello digitale? Il punto è proprio questo, a mio parere: la rivoluzione è ancora in corso, e attraversa in modo obliquo generazioni che associano la conoscenza a mezzi diversi, per abitudine mentale o perché ciò che hanno imparato a utilizzare è ciò che in un dato momento della loro vita era o appariva il medium privilegiato; ma gli strumenti del sapere cambiano, e anche molto velocemente, e diventa ogni giorno più difficile cogliere il senso del tempo, ovvero identificare in modo univoco attraverso che cosa, oggi, la conoscenza si organizza, si conserva e si trasmette. Per un uomo di un secolo fa la risposta sarebbe stata scontata, ma ormai convivono in una stessa epoca persone abituate ai libri e alle enciclopedie, alla penna, alla macchina da scrivere, alla TV, al cellulare, al computer, al Web e, ormai, anche agli eBook, alle lavagne digitali, al Web 2.0, al Web 3.0 e a tutte le sfumature, gli ibridamenti e gli innesti del caso. In questa sorta di universi paralleli la domanda che dobbiamo porci non è se si è pro o contro l’eBook, o se si è favorevoli o contrari all’innovazione ma come convivere con la complessità. Perché è proprio la complessità il senso del tempo, del nostro tempo, e c’è motivo di pensare che continuerà a essere così.

Intervento di Marco Crespiatico (Editor, Play Media Company)

Penso che alcune pubblicazioni saranno sostituite dall’eBook, altre esisteranno contemporaneamente all’eBook e vedremo la nascita di alcune applicazioni completamente nuove. La carta stampata ha tre caratteristiche importanti: facilità di lettura, collezionismo e comodità di trasporto. Un eBook manca solo del secondo requisito, ma esistono prodotti dove questo è irrilevante. Facciamo una breve analisi in merito.

Quotidiani. La versione eBook non potrà avere la stessa impaginazione, ma si adatta perfettamente a un abbonamento, che preveda il download delle notizie in più edizioni. Una seria alternativa alla versione su browser.

Scolastica. Perfetta per gli eBook. Permetterà un enorme risparmio di carta, estrema comodità di trasporto (basterà uno zaino di pochi etti per contenere tutti i libri dell’anno… ne saranno felici anche le famiglie e i medici), facilità di aggiornamento. Per quest’ultimo si potrebbe fare a meno di un collegamento wireless: basterà collegare l’eBook un paio di volte all’anno per scaricare gli aggiornamenti necessari per ogni volume.

Libri. Manterranno ancora per un bel pò (per sempre?) il loro fascino, ma potrebbero essere tranquillamente affiancati, soprattutto per quello che riguarda i libri di pregio o quelli che richiedono più letture, come la saggistica. Un editore potrebbe offrire libro cartaceo + eBook, permettendo così all’acquirente di tenersi la sua amata copia quasi intonsa in libreria, e portarsi in montagna, al mare o dove vuole la versione elettronica. La versione eBook dei saggi ha anche un altro vantaggio: quella di permettere di prendere appunti, senza rovinare l’originale. Altri libri, invece, si prestano a essere completamente sostituiti, come i volumi “usa e getta”.

Riviste. La concorrenza di Internet già è estremamente pesante per le riviste, che sono sempre di più un prodotto di nicchia, soprattutto quelle tecniche. Alcune testate patinate o da collezionismo probabilmente continueranno ad avere il loro spazio in edicola, ma molte altre non avranno vita facile. L’eBook (se economico e always on) rispetto a un pc collegato a Internet permette lo stesso aggiornamento, ha una minore qualità complessiva, ma è decisamente più trasportabile e permette maggiore autonomia, davanti a una scrivania potrebbe non servire, ma in tutte le altre occasioni sarebbe molto utile.

Manualistica tecnica. Altro settore interessante, soprattutto in situazioni dove non si può avere a disposizione un pc. Un eReader permette di portare con sé tutta la manualistica che serve, continuamente aggiornata.

Una piccola digressione finale: la distribuzione sta già subendo l’utilizzo di Internet, cosa accadrà dopo l’eventuale boom dell’eBook? Che fine farà l’edicola? Offrirà servizi diversi (cartolibreria)? Diventerà qualcosa di “romantico”, un negozio da centro storico come il droghiere?

Scarica gratuitamente da InBook il libro sull’editoria digitale eBook né carta né web.

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