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Najaa: un amore violento

Najaa è l’autrice di Ti amo anima mia, scrive una storia autobiografica di amore e violenza sotto pseudonimo.

Leggi capitoli gratuiti qui. 

Se vuoi discutere il libro o parlare con l’autrice collegati qui.

Najaa, quanto è difficile rendersi conto di essere vittime di violenza psichica e fisica da parte di chi si ama?

Si vive per un periodo nell’incredulità totale, ma una volta aperti gli occhi non bisogna tornare più indietro. La verità va scoperta e poi necessariamente affrontata, ci vogliono coraggio, forza e un pizzico di fortuna.

Il primo momento di lucidità è esattamente il momento in cui si avrebbe voglia di lasciarsi cadere o di compiere qualche sciocchezza ma se si sfrutta è in verità un momento di rinascita, in cui è importante mantenere la calma e perseguire l’obiettivo di proteggersi.

Nel libro descrivo esattamente come ci si sente: smarriti, increduli, confusi, addolorati. Non si può quantificare quanto sia difficile ricominciare ma credo che trasmettere queste informazioni sia importante per molte donne che vivono o hanno vissuto questo periodo fatto di sensi di colpa e paure.

Perché questo titolo?

Ti amo anima mia è la traduzione di una frase d’amore presente in tante canzoni e desiderata sulle labbra dell’amato.

Ci descrivi in breve la tua storia?

E’ una storia di amore che si è trasformata in inferno e che ha lasciato una traccia indelebile nella mia anima.

Ci parli della personalità del personaggio descritto come violento?

Descrivere la personalità del mio ex marito non è semplice.

Con uno sforzo di obiettività posso dire che comportamenti e manipolazioni fanno capo ad un narcisismo patologico e personalità anaffettiva con lati del carattere affascinanti e la capacità di essere amanti sensuali.

Ci si trova accanto poi una persona bugiarda, ossessiva, manipolatrice e violenta.

Sono attori in grado di gestire una doppia personalità, apparendo gentili e dolci agli occhi altrui e subdoli e meschini con la propria vittima.

Quando il marito, amante, amico diventa qualcun’ altro da cui allontanarsi?

Appena ci si accorge di qualcosa che non va, qualsiasi cosa, una bugia, un atto di arroganza di troppo, uno schiaffo, una privazione. La violenza parte da cose apparentemente piccole ma cresce rapidamente ed è una strada senza ritorno. Ad una prima avvisaglia si dovrebbe subito prendere seri provvedimenti, anche se troppo spesso si arriva a farlo con assoluto ritardo. Non sono situazioni arginabili come invece si tende a pensare inizialmente.

Ovvio che non basta una piccola bugia ma se gli aspetti assumono tratti patologici è bene tagliare la corda velocemente.

Perché è difficile difendersi?

Semplicemente perché davanti all’amore diventiamo indifendibili, sano o malato quale esso sia. E perché nessuno può aiutarci ad uscire dal secondo se non ne prendiamo atto noi stessi per primi.

Quanto è autobiografico questo testo?

Completamente. Quello che racconto è quello che mi è successo, ormai e per fortuna, più di tre anni fa.

Quante storie simili accettate e non denunciate pensi ci siano in Italia?

Non ho idea di quante persone subiscano senza la possibilità o la forza di reagire ma da quando ho il profilo dedicato a questo aspetto dell’amore ho avuto contatti con tantissime persone. Credo quindi che sia un problema più frequente di quanto non si possa immaginare.

Come si esce dal problema?

Si esce innanzitutto prendendone coscienza, per questo è importante parlarne anziché nascondersi per vergogna o paura.

Poi trovare il modo più congeniale per sé. Non si può generalizzare su un argomento delicato come questo. Ognuno ha la sua storia. Io ne sono uscita principalmente e soprattutto all’inizio, da sola, poi ho anche denunciato. Dalle istituzioni non ci si può aspettare molto purtroppo ma ci sono validi centri anti violenza. L’importante è comunque reagire, lottare e non perdere mai la speranza di regalarsi di nuovo una vita dignitosa.

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