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Per lo scrittore Dario Barone un libro è ricerca

Grazie a Dario Barone per aver condiviso il suo percorso.

Perché scrivere un libro?

Per tanti motivi, il mio si può vedere come l’elemento finale di un percorso di raccolta di dispense e informazioni sul Rinascimento che ho utilizzato durante l’insegnamento. Ho osservato un buon coinvolgimento dei miei allievi di fronte a questo modo di esporre e approfondire così ho pensato ad un libro che avesse queste caratteristiche. “Il Rinascimento, la Primavera delle arti” è il mio primo libro e racconta il periodo tra Quattrocento e Cinquecento perché è proprio quel periodo che ha accolto il tipo di pittura di cui mi sono appassionato da piccolo e che mi ha spinto poi ad occuparmi di arte.

Quali sono le difficoltà della pubblicazione?

Trovare una casa editrice che investa in un autore emergente e’ arduo, sopratutto in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo. Credo comunque che ci siano possibilità soprattutto per i libri di nicchia come quello che ho scritto perché hanno un target preciso e quindi facilmente individuabile. Personalmente ho optato per il self publishing, mi è sembrata la soluzione più veloce non conoscendo in modo profondo il mondo dell’editoria.

Trovi che l’editoria sia alla ricerca di contenuti di qualità o commerciali?

I libri commerciali abbassano il rischio dell’editore è quindi ovvio che si opti spesso per queste soluzioni anche se credo che la lettura di qualità abbia ancora una buona posizione.

Come si vende un libro, vendendo il contenuto o il personaggio-autore?

Credo che siano molti i fattori che incidono nel successo di un testo. Legandomi al mio testo e, in generale, ai tutti i testi tecnici, sicuramente la credibilità dell’autore è importantissima, da un punto di vista di contenuto invece penso che scrivere di personaggi come Caravaggio o Picasso possa essere un vantaggio rispetto ad artisti meno conosciuti, questo ovviamente se il testo è rivolto ad un pubblico non di settore.

E’ più difficile scrivere/pubblicare o promuovere/vendere?

Sicuramente scrivere. Trovare in effetti nuovi modi di comunicare oppure percorsi che non somiglino a logiche classiche non è semplice. La promozione e la vendita sono attività verticali legate ad un prodotto, le trovo molto meno creative e resto comunque legato all’idea che il successo di un testo abbia forte relazione con il tam tam che si scatena fra i lettori quando è veramente interessante o addirittura unico.

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