Log in

Sostenibilità, modelli di business e distribuzione

L’eBook è spinto dal trend mobile, quella necessità ormai chiara di avere le informazioni e poterle gestire indipendentemente dalla location. È un trend che spinge la tecnologia a essere sempre più “usa e getta”, sempre più semplice e sostituibile, sempre più slegata dal servizio implementato, spinge a standardizzare, a seguire regole comuni e a condividere.

Quanto incidono crisi e tagli nel settore editoriale sullo sviluppo di questi prodotti? Coincidono con lo sviluppo effettivo o ne anticipano soltanto i tempi?Quando si rompono le regole classiche si creano nuovi modelli e opportunità. Come sarà possibile sostenere un progetto e quali saranno i modelli di business vincenti applicabili in Italia? Libri e pubblicità o modelli simili al New York Times e O’Reilly?In Italia, è ipotizzabile un significativo intervento dello Stato nei progetti legati alla scuola? Creare un mercato italiano significa puntare in prima battuta su un settore legato ai giovani, più vicini alla tecnologia?

Intervento di Cristina Mussinelli (Consulente e responsabile nuove tecnologie Associazione Italiana Editori)

Il passaggio al digitale comporta per le aziende editoriali cambiamenti nella gestione dei contenuti e dei processi produttivi, di distribuzione e di marketing, richiedendo conseguentemente l’acquisizione di competenze e l’inserimento di nuove figure professionali all’interno della filiera del libro. L’editoria è un settore molto articolato con specificità e modelli di business diversificati per i diversi segmenti (varia, scolastica, universitaria e professionale) e per i mercati di nicchia, diventa perciò interessante definire più modelli. Nel segmento professionale possiamo ipotizzare un passaggio dall’offerta di prodotti all’offerta di prodotti e servizi integrati, in altri la granularizzazione dell’offerta editoriale e la possibilità di ricombinarla secondo le esigenze del singolo utente potrebbe essere un elemento fondamentale, in altri ancora il valore aggiunto potrebbe essere la possibilità di arricchire la proposta con la conversazione (suggerimenti da parte di altri utenti).

Intervento di Antonio Tombolini (Founder, Simplicissimus Book Farm)

Siamo forse ad una fase di convergenza di due aspetti: l’esigenza e la necessità degli editori di tagliare i costi, quest’ultimo è un elemento che darà accelerazione ad un processo che comunque sarebbe avvenuto.

Intervento di Luigi Passerino (Direttore Commerciale, Simplicissimus Book Farm)

La crisi incide limitatamente sullo sviluppo di questo settore che è supportato essenzialmente dalla novità tecnologica degli eReader, incide invece sui tempi.

Intervento di Pasquale Diaferia (Creative Chairman, Special Team e Special Team USA / Docente di Teorie e Tecniche delle Comunicazioni di Massa, Università dell’Insubria di Varese)

Il modello di business non può essere solo quello del libro cartaceo, la vendita, il diritto d’autore, ecc. Qui stiamo parlando di possibilità di profilazione del lettore, dei suoi gusti, della sua intimità più segreta. Chiaramente questo può aiutare a costruire procedure per cui leggendo alcuni libri e accettando intrusioni nel “mondo personale” sia possibile accedere gratuitamente ai testi desiderati, in cambio di tempo dedicato a prodotti ipertestuali o multimediali in cui possono essere proposti, venduti o anche solo segnalati beni e servizi graditi. Non è, però, da sottovalutare la possibilità di scambiare commenti su quello che si sta leggendo o la possibilità di leggere insieme ad altre persone, fisicamente distanti da noi, lo stesso testo, come fossero allo stesso tavolo. Direi modalità di fruizione, prima che di business, profondamente diverse, innovative, con cui ci si dovrà confrontare pensando al futuro della lettura e della trasmissione della cultura.

Intervento di Michele Pinto (Presidente, Edizioni Vivere)

L’eBook si evolverà, sempre più persone lo acquisteranno, si produrrà più materiale e i modelli di business si evolveranno insieme alla tecnologia. Un limite allo sviluppo è il costo del device: il principale vantaggio dell’editoria online è infatti l’economicità.

Intervento di Virginio Sala (Docente di Editoria Multimediale / Consulente)

Dal punto di vista degli editori, i libri elettronici risolverebbero molti problemi (le inefficienze e i costi della distribuzione, i costi di stampa, i costi di magazzino, i resi, la difficoltà di tenere a catalogo opere per le quali la richiesta è scarsa). Peccato che per il momento ne creino un altro non meno grave: non si vede dove stia il ritorno economico. Per quanti sforzi si facciano per forme di protezione, la duplicazione dei formati digitali è facile (in fondo è proprio quello che li rende così efficaci). Forme di protezione molto rigide scontentano i lettori e, si è visto, durano poco: diventa quasi una sfida trovare il metodo per aggirarle. Il problema non è solo degli editori di libri, ma vale per l’editoria musicale e un pò per tutta l’industria dell’entertainment.

Intervento di Luigi M. Reale (Insegnante / Autore di Italianisticaonline.it)

Credo anch’io che ci sarà (anzi c’è) pure una (consistente?) fetta di mercato ad alimentare questa fruizione di contenuti “usa e getta”. Ma credo ancora più nel modello Safari di O’Reilly, che permette di accedere all’intero catalogo digitale di un editore (o meglio, di un gruppo di editori), modello da attuare però a un canone sempre più basso, compensato dalle inserzioni pubblicitarie.

Intervento di Luciano Simonelli (Founder, Simonelli Editore – eBooksItalia)

La maggior parte degli eBook prodotti dalla casa editrice Simonelli hanno l’opzione Ex Libris ovvero, per chi lo desidera, la possibilità di ricevere dopo venti giorni dall’ordine il libro elettronico in un volume stampato appositamente per chi lo acquista. Questa opportunità genera anche un link diretto fra editore e lettore. L’eBook offre alle case editrici consapevoli reali pari opportunità: il libro elettronico, come la Rete d’altronde, se usato con consapevolezza e creatività consente anche alle realtà editoriali più deboli con prodotti di qualità di svilupparsi ed emergere. I tempi ormai sono tecnologicamente maturi, sia sul piano dell’hardware che del software, e l’eBook è, a mio parere, l’ultima e rara opportunità per tutta l’editoria italiana di fare sistema: di presentarsi, aggregandosi in un’unica piattaforma, unita sul mercato globale dimostrando tutta la potenzialità creativa e produttiva del libro elettronico Made in Italy. A questa aggregazione tende appunto il Progetto eBooksItalia.

Intervento di Alessandro Cecconi (Instructional Designer)

I quotidiani italiani già da molti anni hanno edizioni online, mentre le edizioni cartacee registrano una forte crisi delle vendite con una diminuzione costante degli investimenti pubblicitari e, quasi sempre, i soli finanziamenti pubblici a far quadrare i conti. Come lettori, siamo già in larga parte avvezzi a informarci sul Web, quindi non vedo particolari ostacoli all’affermazione di e-newspaper nel nostro Paese. Il mercato degli eBook in Italia, comunque, vive una fase poco più che embrionale. Per questa ragione è molto difficile azzardare previsioni. Molti editori iniziano infatti solo ora a organizzarsi e a studiare strategie ad hoc per i libri elettronici, ma spesso con prudenza, cautela e, talvolta, autentica diffidenza. Nel breve e nel medio periodo sarà innanzitutto l’editoria scolastica a doversi confrontare con i libri elettronici, per via degli obblighi (ancora piuttosto vaghi) introdotti con i recenti provvedimenti ministeriali. Dobbiamo però ricordare che ogni forma di diffusione è e sarà strettamente dipendente dalla diffusione dell’hardware ePaper, che non sta per adesso interessando l’Italia in maniera diretta.

Intervento di Eleonora Pantò (Referente e-participation progetti speciali, CSP)

Il modello di business dovrà intercettare i clienti non ancora segmentati, mettendo in atto quell’innovazione di valore, teorizzata nel testo Oceano blu, come hanno saputo fare i netbook. Ciò sarà possibile unendo innovazione sia lato hardware sia lato contenuto: credo che tutti vorremmo un dispositivo con l’interfaccia dell’iPhone e la leggibilità dell’iLiad. Gli editori che vorranno nuotare nell’Oceano blu dovranno inventarsi nuove catene di valore e nuovi ruoli. In questo senso sono molto curiosa di scoprire cosa ci sarà dietro www.vook.tv, la piattaforma che promette di offrire un nuovo strumento ai digital story tellers.

Intervento di Renato Salvetti (Amministratore Delegato, Messaggerie Shop)

La riduzione dei volumi delle pubblicazioni editoriali, periodiche e non, comporterà la necessità di riformare le catene distributive per adattarle a volumi minori e prezzi medi più bassi: rimarranno meno distributori nazionali, meno distributori locali/grossisti, meno punti vendita. Anche questi ultimi si dovranno evolvere. In parallelo si instaureranno nuovi sistemi distributivi dei contenuti digitali: la scommessa è come riuscire a rendere profittevole la vendita di contenuti costruiti per questi supporti.

Intervento di Michele Marziani (Scrittore)

Il lavoro delle tipografie è in calo ormai da anni. Credo che gli eBook potranno solo inserirsi in una crisi generale del settore della stampa. Credo che se l’editoria scolastica prendesse con forza la strada dell’elettronica ci sarebbe una crisi forte del settore librario specializzato in libri per la scuola.

Intervento di Marco Barulli (Co-founder, Clipperz)

In generale, non vedo specificità del mercato italiano che possano influire sulla diffusione degli eBook rispetto a quanto accade in altri Paesi. Vedo spazio per modelli di commercializzazione e distribuzione diversi. Testi scolastici, romanzi “da ombrellone”, ePaper scientifici non necessariamente dovranno essere disponibili sugli stessi canali. Non di meno credo che l’eBook faciliterà la transizione verso nuovi modelli di business. Oggi un libro è tale se ha un suo prezzo di copertina, ipotesi come Safari di O’Reilly in cui il lettore paga un canone fisso per accedere a tutto il catalogo digitale dell’editore sono spesso ritenute impraticabili dai nostri editori. Credo comunque che il canale di distribuzione principale sarà il Web nelle sue varie forme (siti di editori, aggregatori come Amazon, ecc.) a cui l’utente potrà accedere con il mezzo che sceglierà (l’adsl di casa, Internet key se non ha nulla da leggere in treno, ecc). Non c’è nulla da velocizzare, è già tutto molto rapido: connettività continua e terminali di accesso potenti. Questo è però solo un contorno al tema eBook che comunque avrà uno sviluppo connotato da diverse particolarità derivanti da un mercato non proprio perfetto: pochissimi grandi distributori, pochissimi grandi editori e online è ancora peggio con Amazon che domina. Ma il bello della tecnologia è che è più forte dei mercati e riesce ad appianare il campo di gioco e mettere tutti nelle stesse condizioni per giocarsela al meglio.

Intervento di Fabio Brivio (Editor di informatica, Apogeo Editore)

Due riferimenti importanti da tenere d’occhio come modelli di business per i libri/contenuti elettronici o digitali: Safari di O’Reilly e l’editore Pragmatic Programmers con i suoi beta-book.

Intervento di Mario Rotta (Formatore e Responsabile e-learning, EForm / Collaboratore Garamond)

Personalmente, si sa, faccio parte di chi sta cercando di accelerare la rivoluzione digitale, nonostante la mia consolidata passione per i vecchi libri illustrati e le edizioni antiche. Ma su un tema come quello del vantaggio economico degli eBook non penso che si debba parlare lasciandosi trascinare dall’emotività. Penso piuttosto che si debbano cercare dati certi, valutare studi, confrontare testimonianze e sperimentazioni concrete. Sono rimasto molto colpito da un articolo di un bibliotecario e un ricercatore pubblicato su D-Lib Magazine nel 2003: Comparing Library Resource Allocations for the Paper and the Digital Library . Lo studio mette a confronto, elaborando grafici comparativi su vari parametri, il costo di allestimento, mantenimento e gestione di una biblioteca tradizionale e di una digitale, quando ancora di biblioteche digitali si parlava poco e male. Non si esprimono giudizi particolari, ma la diversissima ripartizione delle percentuali di spesa rispetto alle varie voci nei due casi analizzati emerge in modo impressionante. Gli autori concludono (nel 2003) che è ormai più che conveniente pensare a biblioteche digitali anziché continuare a immaginarne di analogiche. Esiste una riflessione ben documentata sulla differenza di costo tra un archivio analogico e un archivio digitale in azienda (Digital vs. Paper. Which Costs Less AND Drives More Sales? ): il costo del digitale pare che implichi un risparmio medio del 75 per cento. Ho apprezzato un blog di un bibliotecario inglese sulla “digital preservation ” in cui si mettono a fuoco 5 vantaggi strategici del digitale, tra cui quelli indiretti ma di grande impatto sociale rappresentati dalla diminuzione del consumo della carta e del relativo inquinamento (ribaditi rimandando a dati governativi americani anche in un articolo pubblicato sul Los Angeles Times ). Mi è piaciuto molto anche il racconto di un autore che ripercorre la sua valutazione della convenienza o meno di pubblicare in formato digitale piuttosto che su carta.

Per riflettere meglio distinguerei il problema in vari “segmenti”: gli archivi, le biblioteche e le raccolte personali di libri (includendo il materiale scolastico). Per quanto riguarda gli archivi penso che ormai i formati digitali abbiano reso evidenti dei vantaggi “netti” (il mio archivio cartaceo della fine degli anni ‘80 è una pila di carta che occupa oltre 1 metro di scaffali e dove è diventato difficile ritrovare qualcosa, il mio archivio cartaceo del 2008 è una cartella di 5 o 6 centimetri di spessore, giusto l’essenziale). Per quanto riguarda le biblioteche rimando agli articoli citati: aggiungo soltanto che bisogna ragionare sulla trasformazione della biblioteca da spazio fisico a luogo virtuale. Che ci piaccia o no è quello che sta accadendo, e se è vero che questo potrebbe comportare la perdita di un importante punto di riferimento legato al territorio è anche vero che quella infinita biblioteca digitale che è la Rete permette (sempre attraverso la mediazione dell’intelligenza) due salti di qualità importantissimi: l’accesso (teoricamente) incondizionato a qualsiasi risorsa e la moltiplicazione esponenziale delle garanzie di conservazione e trasmissione della conoscenza affidata ai linguaggi, compresa quella enorme massa di “letteratura grigia” che le biblioteche tradizionali perdono, dimenticano o nascondono. Resta infine il problema delle raccolte personali di libri, o di libri scolastici, o di testi necessari per un percorso di studi universitario: la mia esperienza personale a distanza di anni mi sussurra che se per mettere insieme la bibliografia su cui ho lavorato per la mia tesi di laurea ho speso 3 anni e non so neanche quanto denaro, negli ultimi 3 anni ho accumulato diverse centinaia di eBook ed ePaper spendendo pochissimo, o meglio, spendendo qualcosa in più per acquistare quei volumi che ritenevo indispensabili ma non erano disponibili in formato digitale. Se fossi uno studente o una famiglia con un figlio alle superiori non avrei dubbi su quale strategia seguire e su quale investimento strategico attuare in questo momento.

Scarica gratuitamente da InBook il libro sull’editoria digitale eBook né carta né web.

ratings_users:
0
ratings_score:
0
ratings_average:
0
cp_points_enable:
0
cp_points:
0
cp_pcontent_points_enable:
0
cp_pcontent_points:
10
mashsb_shares:
0
mashsb_timestamp:
1513115828
mashsb_jsonshares:
{"StumbleUpon":0,"Reddit":0,"Facebook":{"total_count":0,"comment_count":0,"share_count":0},"Delicious":0,"GooglePlusOne":0,"Buzz":0,"Twitter":0,"Diggs":0,"Pinterest":0,"LinkedIn":0,"total":0}

Tagged under:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Log in or Sign Up